Di nuovo il Vajont: capire quanto è successo dopo la tragedia


La giornalista Lucia Vastano aveva descritto e denunciato  quanto è successo negli anni seguenti la tragedia ( Lucia Vastano – Vajont, l’onda lunga – Ed.  Ponte alle Grazie ) .

A quella denuncia è seguito il silenzio della grande stampa e dell’editoria che fa opinione. Crediamo sia necessaria oggi un’azione coordinata tra diversi Blog in Italia e non solo  per tentare di rilanciare l’attenzione sull’enormità di quanto è successo, e sulle ragioni strutturali della “politica” per nascondere all’opinione pubblica le implicazioni della scelta di far sparire la memoria e di contemporaneamente permettere che una montagna di denaro, sotto il simulacro della ricostruzione, finisse in realtà in altre mani, lasciando invece ai sopravvissuti l’insulto delle briciole e la negazione della memoria individuale.

Guardate queste due parti di un documentario che trovate in rete, dove  nel primo viene spiegata quale è stata l’origine del progetto della diga  e nel secondo  (con  intervista a Lucia Vastano ) che cosa è successo durante e dopo il processo per il Vajont.

http://www.youtube.com/watch?v=l8id-tIS3iI&feature=channel

http://www.youtube.com/watch?v=AOboc6beK1w&feature=channel

Il dopo Vajont: lo scandalo del trattamento riservato ai superstiti e dei soldi finiti agli speculatori


Il dopo Vajont è stato ancora  peggio della tragedia del 9 ottobre 1963. Questa storia è stata ricostruita dalla giornalista Lucia Vastano nel libro “Vajont. L’onda lunga” , Editrice Ponte alle Grazie

 Una trasmissione de “LE IENE” nel 2007 aveva ripercorso alcuni  momenti del dopo Vajont, intervistando diversi sopravvissuti ( fra cui Mario Pozzobon, ed il sindaco di Erto ). La riproponiamo qui.

http://www.youtube.com/watch?v=mWaJIDcO6jM&feature=player_embedded#!

Riascoltate il racconto della tragedia del Vajont: perché fu causata dagli uomini e non dalla natura


Lo straordinario lavoro dell’attore e regista Marco Paolini che ricostruì nei dettagli e con i documenti i motivi per cui morirono, l’8 ottobre 1963,  più di mille persone quando la frana del Monte Toc precipitò nel lago artificiale creato dalla diga idroelettrica costruita nella valle del  Vajont, e poi tracimò oltre la diga  distruggendo in un attimo il paese di Longarone e altri villaggi vicini .

Riproponiamo qui  quel racconto  trasmesso dalla  RAI, in diretta dalla diga del Vajont , dove Paolini spiega come e perché  l’unica causa di quella tragedia non fu la fatalità ma il comportamento irresponsabile e criminale dei dirigenti  della SADE e del governo italiano.

Se volete prima leggere una sintesi di questa storia,  guardate lo scritto della giornalista Tina Merlin, che fu la prima a denunciare il pericolo rappresentato dalla diga del Vajont.

http://www.tinamerlin.it/Pubblicazioni/Vajont_6-9.aspx

Ora ascoltate Marco Paolini  su www.worldtv.com/ponte.rossoTV

Chi ha la  la pazienza di ascoltare per intero questa  lunga e drammatica  descrizione, riesce a capire come e perché gli enormi  interessi materiali che erano legati alla diga del Vajont sono stati in grado di occultare fino all’ultimo i pericoli che si andavano man mano accumulando, impedendo di dare l’allarme alla popolazione.

Sono trascorsi 46 anni, ed a tutt’oggi  i discendenti dei morti del Vajont ancora non sono riusciti ad ottenere dal governo italiano un gesto ufficiale di scusa. Il presidente Napolitano si è rifiutato di ricevere personalmente una delegazione da Longarone che chiedeva un gesto simbolico verso  le vittime,  ed ha mandato  invece un funzionario la cui prima domanda è stata “ma voi volete dei soldi ?” .

Vedi anche questa intervista a Mario Pozzobon, figlio di vittime del Vajont, invervistato nel 2007 da una giornalista spagnola. http://www.youtube.com/watch?v=CqfUygVA550 1. parte

http://www.youtube.com/watch?v=PSS6klbiLc8&feature=related 2.parte

 

 
 
 

Un esempio storico illuminante: l’atteggiamento della stampa italiana dopo i fatti del Vajont


Il ruolo della giornalista Tina Merlin  nel denunciare i responsabili della catastrofe del Vajont , ricordato in una pagina dell’Associazione culturale Tina Merlin. E il comportamento da “pompiere” della grande stampa italiana che cercò di nascondere i fatti, anche attraverso i “grandi giornalisti” come Indro Montanelli.

Collegatevi a:

http://www.tinamerlin.it/Pubblicazioni/Anniversar_6-22.aspx