Frana di Preonzo: domande senza risposta


http://www.ticinonews.ch/articolovideo.aspx?id=191473&rubrica=2

La frana     http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=U-PmBLn_G4w#!

ed anche in questo doc. postato in rete nel 2012  http://www.youtube.com/watch?v=s4sOO5MPYV4 

Il  Cantone Ticino in questi giorni sta “scoprendo” un pericolo che incombe su un abitato  e sull’autostrada N2, la  frana sopra Preonzo ( il Valegion ). Se ne parla soprattutto perché sotto c’è una zona industriale che deve essere evacuata. Ma da quanto tempo il problema era conosciuto ? Perché negli anni passati si è permesso di costruire proprio sotto questo pericolo incombente ? La frana, si dice, si muoveva molto lentamente. La situazione era “sotto controllo”, così sovente si diceva per rassicurare.

Ma per quali motivi questa parte di montagna si sta muovendo e cadrà a valle ? Quali ne sono le caratteristiche ?

Nei prossimi giorni presenteremo dei materiali che possano farci capire le ragioni di questa situazione, che è del resto molto simile a tante altre nella regione alpina,  e da noi come la valle Pontirone e la valle Calanca, o come il Crenone ( da cui scende il riale Vallone ), dove la parte di  montagna che si sta muovendo ( il Püpon ) rappresenta un pericolo ben più grave perché potrebbe chiudere la valle di Blenio e formare un lago come nel 1512, con la Buzza di Biasca.

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Aggiungiamo oggi ( gennaio 2013 ) che una  situazione  analoga  conosciuta da tempo , quella  in valle Pontirone ( ricordo il geologo Dal Vesco che alla scuola Magistrale negli anni Cinquanta ne parlava ai suoi allievi !) , potrebbe generare una situazione molto più pericolosa, qualora la parte della montagna che sta scivolando a valle subisse una accelerazione nei suoi movimenti verso il basso, grazie al lavoro di erosione che il fiume ( la Leggiuna ) continua ad operare ai piedi della montagna stessa, ed a seguito di precipitazioni intense che si verificheranno nei prossimi anni.

In questo caso il pericolo sarebbe rappresentato da una chiusa che provocherebbe la formazione di un lago per la chiusura temporanea del fiume, e che , rompendosi la diga così formatasi, potrebbe portare distruzione sul fondo della valle di Blenio a partire dalla piana di Malvaglia verso Biasca e la Riviera.

 

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