La causa civile per il caso Ponte Rosso ora si potrà fare


La notizia è stata data tempo fa da Tele Ticino. Un Giudice ticinese, Francesco Trezzini,  statuendo in una sentenza di arbitrato,  ha scritto che “verosimilmente” esistono  chiare responsabilità dello Stato in quanto è successo il 3 ottobre 2006 al Ponte Rosso di Biasca, dove morì Laura Columberg travolta dal materiale trascinato a valle dal riale Vallone.

Il testo integrale della sentenza lo renderemo pubblico al momento opportuno.

 

L’argomentazione del Giudice Trezzini ci ha richiamato alla memoria la perizia del prof. Marco Borghi, uno dei massimi esperti svizzeri di principi e diritti costituzionali, ( vedi La responsabilità dell’ente pubblico in caso di catastrofi naturali ) , dove si evidenziavano le ragioni imprescindibili del diritto che obbligano l’ ente pubblico ad assumere la responsabilità  in casi del genere.

Borghi così concludeva la sua perizia:

La determinazione preventiva delle zone pericolose e l’adozione di specifici strumenti pianificatori e di conseguenti decisioni di premunizione o di divieto di edificabilità costituiscono un compito fondamentale dello Stato, in quanto è inteso a salvaguardare valori, quali la vita, la salute, la proprietà, aventi portata assoluta. Nell’ambito della pianificazione del territorio, tale compito è sancito in modo imprescindibile da precisa normativa, suscettibile di ingenerare, se disattesa, d’un lato la responsabilità penale dei membri delle autorità competenti, e, d’altro lato, la responsabilità civile (ai sensi della LResp) degli enti pubblici che esse rappresentano, con eventuale possibilità di regresso sui funzionari gravemente inadempienti. “

La causa civile per il caso Ponte Rosso dovrebbe permettere di riportare in primo piano proprio quegli aspetti del diritto che sono stati cancellati e calpestati dalla sentenza della Procura ticinese nella causa penale.

 

Bruno Strozzi     24 maggio 2014

 

PS  Per qualsiasi richiesta di informazioni sulla causa civile i giornalisti sono pregati di rivolgersi solo al legale avv. Emanuele Verda, Lugano .

 

Solstizio di Bedretto


VerticalTI - Il Ticino in verticale

“Andiamo in Bedretto domani?” Possiamo provare. “Meta?” Ci lasceremo ispirare. Domani, 21 dicembre, sarà il primo giorno dell’inverno. Ma sarà il solstizio d’inverno boreale oppure il solstizio d’estate australe? Perché la temperatura esterna di All’Acqua promette sudore al di sotto del Gore-Tex!

Ecco il sol...stizio

 

Oggi, dopo mesi di intense trattative, ritrovo con piacere anche l’amico Afgano Bendul, patrizio di Alta Leventina. Il trio multietnico delle meraviglie si è nuovamente ricompattato, pronto per ricamare il silenzio dei bianchi tappeti montuosi. E oggi il silenzio è stato grandioso. Nonostante le decine (…) di auto parcheggiate sulla strada asfaltata (sì, proprio asfaltata!) al momento del nostro rientro, non ci ha seguito nessuno. A dire il vero, tre tipi sospetti all’inizio ci hanno provato per poi svanire nel nulla; sarà forse dovuto alla mia traccia ribelle nella ripida e fitta selva di drose? Uh uh

Tra una girovagata qui e una girovagata lì, ecco la…

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Buon anno!


VerticalTI - Il Ticino in verticale

Meglio di così non poteva iniziare. Che cosa? Il nuovo anno naturalmente. Se il 2013 andava spegnendosi tra le scie di una massa di neve enorme e polverosa, un bengodi che la perturbazione ci ha regalato a Natale, anche nel 2014 l’analoga situazione persiste e dunque non c’è di che lamentarsi. Per una volta siamo anche fortunati, la neve fresca non è stata distrutta dal vento come è ormai quasi sempre nella norma.

Buon anno

 

Ricordo con emozione le ultime due uscite con le pelli del 2013, entrambe nello stesso identico luogo, stessa identica meta. Cinque ore abbondanti di salita per tracciare 900m di dislivello nella taciturna valle coperta d’inverno, l’abbandono della cima quasi fatta per mancanza di tempo a disposizione (erano già le 13:30 quando mancavano più o meno 300m) tra la nebbia ed il nevischio che contorna il tutto di un magnifico spettrale.

Il ritorno, il giorno dopo, per…

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A che serve una perizia quando non si intende ascoltarla ?


Il documento  che segnaliamo oggi fa parte della storia dei fatti relativi alla tragedia del Ponte Rosso .

Si tratta del  testo di una perizia idrogeologica, chiesta nel 1995 dal Dipartimento del Territorio  diretto ( ? ) da Marco Borradori ( 1995 / 2013 )  al prof. Jäggi del Politecnico di Zurigo  ( allora il massimo esperto svizzero in materia ), dopo che il Comune di Biasca aveva presentato un progetto ( dell’ ing . Augusto Filippini ) per costruire una vasca di contenimento ( durante le piene ) per il materiale del riale Vallone, per impedire che questo materiale  potesse invadere la strada cantonale  e/o ostruire il corso del fiume Brenno .

QUESTA PERIZIA NON ERA STATA FATTA CONOSCERE AL PROGETTISTA DEL COMUNE DI BIASCA , e solo dopo aver rifiutato  formalmente di entrare nel merito del progetto di Biasca ( 18 dic. 1996 ) , il DT aveva informalmente trasmesso (  nel 1997 ) al Comune il testo che pubblichiamo oggi ( l’originale è in tedesco, la traduzione in italiano è nostra ). La prova di quanto affermiamo qui è contenuta nella documentazione che era stata presentata dall’avv. Emanuele Verda nel reclamo contro la decisione finale  del Procuratore Nicola Respini . Reclamo ( vedi doc3 reclamo Verda ) rifiutato dalla Corte dei reclami penali perché giudicato irricevibile sia per la forma che per il contenuto, decretando in tal modo la prescrizione per i  possibili reati penali del periodo 1996 / 2006 . Ci teniamo ad evidenziare che,  sia il Procuratore Respini  come  il Tribunale per i reclami,  NON SONO MAI ENTRATI NEL MERITO DEI FATTI DOCUMENTATI . Per questo motivo, noi sosteniamo che la prescrizione dei reati NON può cancellare i fatti. tutti di rilevante interesse pubblico.

La Perizia Jäggi  rilevava formalmente due questioni   fondamentali per la valutazione tecnica, con puntuali osservazioni :

1) l’esistenza di un problema precedente sul fiume Brenno, creato dai lavori eseguiti durante la costruzione della NSL ( nuova strada per il Lucomagno ), dopo il 1978, con l’abolizione di un ramo del fiume, che aveva modificato l’equilibrio precedente.

2) la necessità di prendere sul serio la proposta del Comune di  costruire una vasca di contenimento del materiale sul riale Vallone Biasca  per proteggere la strada cantonale ed i suoi utenti  dalle piene del riale Vallone, e per impedire che il riale ostruisse il corso del Brenno con materiali alluvionali. Un ‘opera che era ritenuta urgente. Continua a leggere “A che serve una perizia quando non si intende ascoltarla ?”

Ultime segnalazioni dai blogs


Diamo inizio ad una rubrica di segnalazioni di post su altri blogs.

Li trovate a queste pagine :

https://ponterossonews.com/2013/10/29/steve-mccurry/

https://ponterossonews.com/2013/10/29/quanto-costa-lo-spreco-di-cibo-allambiente/

https://ponterossonews.com/2013/10/29/planck-nasce-il-primo-giornale-di-scienza-per-le-scuole/

https://ponterossonews.com/2013/10/29/il-coraggio-della-non-violenza/

Controllare il tempo: un nuovo orologio biologico


OggiScienza

IMG_3311CRONACA – Che cos’è che ci fa invecchiare? Invecchiamo tutti allo stesso modo? Le nostre cellule percepiscono il tempo in maniera uguale? È infine possibile fermare l’invecchiamento dei tessuti?

È a questa serie di domande che potrebbe, con il tempo, rispondere la nuova scoperta del gruppo di ricerca dell’Università della California UCLA guidato da Steve Horvath. I ricercatori sono riusciti a sviluppare un sistema in grado di predire l’età della maggior parte di tessuti e cellule umani sfruttando il processo della metilazione del DNA. Attraverso l’analisi di 121 banche dati ottenute da precedenti studi che si son occupati di metilazione del DNA sia in individui sani sia in persone affette da cancro. 
Per quanto riguarda i primi  i ricercatori della UCLA hanno lavorato su 8000 campioni che comprendevano 51 tessuti sani, trovando che l’età biologica di tessuti e cellule legata alla metilazione del DNA è prossima a zero sia per le cellule…

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PLaNCK!: nasce il primo giornale di scienza per le scuole


OggiScienza

planck1CRONACA – In un momento in cui i giornali di scienza sono sempre  più in difficoltà, fa piacere osservare la nascita di  piccole iniziative che cercano di aprirsi un varco e costruirsi un proprio mercato attraverso strategie editoriali nuove. Una di queste formule innovative, che ha cominciato a prendere forma nelle aule universitarie dell’Ateneo Patavino, si chiama PLaNCK! un magazine di scienza di cadenza quadrimestrale pensato per gli alunni della scuola primaria, la prima rivista di scienza bilingue italiano-inglese, la cui prima uscita è prevista per gennaio 2014. Ma conosciamo meglio questa iniziativa dalle parole di due delle fondatrici: Marta Carli e Agnese Sonato, rispettivamente classe 1985 e 1986 ed entrambe scienziate dei materiali.

Partiamo da voi: chi siete e come è nata la vostra iniziativa?

Siamo un  gruppo di giovani eterogeneo per formazione, dai 24 ai 30 anni e con la passione della scienza. Alcuni di noi sono laureati…

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Autour du film « L’EXPERIENCE BLOCHER » de Jean-Stéphane Bron (3)


Ajoutez votre grain de sel personnel… (facultatif)

Carrefour est-ouest, le blog de Gérard Delaloye

Le film de Bron sort la semaine prochaine (mercredi 30 octobre) dans les salles de Suisse romande. Cela fait plus de vingt ans que le phénomène Blocher me passionne, tant il est en rupture avec la tradition politique suisse. Curieusement cette aspiration à la rupture est surtout une spécificité de l’extrême droite. J’ai fait allusion dans le post précédent à la tentation germanique (wilhelminienne plus précisément) d’Ulrich Wille, général commandant en chef de l’armée suisse pendant la première guerre mondiale. Il faudrait compléter l’analyse en parlant de l’aristocrate fribourgeois Gonzague de Reynold (1880-1970), écrivain politique séduit par le salazarisme qui, à la veille et au début de la deuxième guerre mondiale eut une forte influence sur le Conseil fédéral, en particulier sur Philipp Etter, et n’avait qu’une idée en tête : renverser les institutions démocratiques et instituer un État corporatiste. J’ai analysé ces divers aspects de la droite helvétique dans Aux…

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Tira una brutta aria


OggiScienza

StampaAMBIENTE – Aeroporto, scuole e autostrade chiusi per smog. È successo a Harbin, un città di oltre 11 milioni di abitanti nel nord est della Cina, paralizzata da una densa cappa di smog che per giorni ha reso l’aria irrespirabile e ridotto la visibilità a soli 10 metri. La concentrazione di polveri sottili ha raggiunto livelli superiori ai 900 microgrammi per metro cubo, circa 40 volte la soglia fissata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità

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