Il Ponte Rosso ed i problemi non risolti, che nessuna prescrizione di reati cancella


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Il 3 ottobre 2014 saranno passati 8 anni dalla tragedia al Ponte Rosso.

LA CAUSA CIVILE AFFRONTI I PROBLEMI NON RISOLTI

Quando  abbiamo ricordato il 7.mo anniversario (il 3 ottobre 2013 ) della morte di Laura con un presidio al Ponte Rosso, il Municipio di Biasca si era distinto per averci impedito di distribuire “su tutto il comprensorio comunale”  un volantino che riassumeva in sintesi i problemi rimasti aperti, dopo che l’ operato del Procuratore Respini aveva portato alla prescrizione dei reati.

Il testo di quel volantino  lo trovate qui  Morte al Ponte Rosso

Ora, nel momento che sta iniziando la causa civile, è necessario ricordare che i problemi  rimasti senza soluzione al Ponte Rosso sono legati ad una sottovalutazione del tipo di pericolo rappresentato dalle chiuse che, con le piogge intense, si formano sul percorso del riale Vallone. Pericolo che riguarda gli utenti della strada cantonale in primo luogo.

LE CHIUSE si formano sempre quando un grosso macigno trascinato dalle acque si ferma in un punto del riale, e comincia ad ostruire il passaggio delle acque, chiudendo man mano il passaggio con materiali più fini che si accumulano dietro.

Quando la chiusa si rompe tutto il materiale accumulato dietro viene trascinato a valle contemporaneamente. Esattamente quanto successo sul riale Vallone la sera del 3 ottobre 2006, così come era già successo nell’ ottobre del 1993.

http://www4.rsi.ch/falo/index.cfm?scheda=24396#prettyPhoto

La risposta di Andrea Strozzi al consigliere di Stato partente Marco Borradori


http://www.tio.ch/News/731056/Caso-Columberg-il-figlio-risponde-a-Borradori/

La  risposta a Marco Borradori  che Andrea Strozzi ha fatto pubblicare come lettera aperta sui media pone tre domande al direttore del DT, domande alle quali il candidato sindaco alla città di Lugano non risponderà, come non ha risposto alla prima richiesta di andare a testimoniare davanti alla Procura.

L’Associazione Ponterosso si pronuncerà prossimamente sull’intera storia con un documento che metterà in evidenza chiaramente le responsabilità politiche  del signor Borradori e dei suoi collaboratori. Ed i motivi del comportamento inaccettabile del Procuratore Nicola Respini nel rifiutare di far testimoniare il responsabile politico da 18 anni a capo del Dipartimento del Territorio della Repubblica e Cantone  del Ticino.

Se la legge è uguale per tutti, ma alcuni sono più uguali degli altri , vedremo di chiarire perché questo Paese  ha una  Giustizia che calpesta il diritto, ignorando la legge,  quando si tratta di toccare le responsabilità della Nomenclatura.

laura-11.jpgLaura Columberg

Ariano CortiAriano Corti

La risposta di Marco Borradori ad Andrea Strozzi . L’arte del depistaggio.


Marco Borradori  ha risposto ad  Andrea Strozzi, il figlio di Laura Columberg che in una lettera aperta diffusa dai media in rete ( vedi lettera aperta a Borradori  )gli chiedeva di presentarsi davanti alla Procura come testimone ed a

“indicare chi tra i suoi collaboratori ha seguito ed impostato gli interventi/non-interventi e sulla base di quali disposizioni interne questi sono stati decisi e da chi : nessuno finora ha risposto a tali domande e nessuno meglio del capo del Dipartimento del territorio potrà rispondervi”

La richiesta era chiara ed era rivolta alla persona dell’avvocato Borradori ,  il  quale ( dopo  quasi 18  anni  quale responsabile del Dipartimento del Territorio  ) non si è mai pronunciato nel merito di quanto è stato deciso, grazie anche alla sua firma,  con lettera 18 dicembre 1996 , quando  il Dipartimento del Territorio  rifiutò di costruire la vasca di contenimento dei materiali sul riale Vallone con l’argomento che ” la sottostante strada cantonale non rappresenta un bene tale da giustificare progetti di più ampia portata ” . Quest’opera, se realizzata allora, avrebbe evitato la morte di Laura Columberg il 3 ottobre 2006  al Ponte Rosso di Biasca. Questa stessa opera è stata finalmente costruita nel 2008 ,  12 anni dopo essere stata rifiutata dal  Dipartimento del Territorio, riconoscendo che deve servire a : 1) impedire la formazione di una serra sul Brenno  e 2) garantire la sicurezza per gli utenti della strada che quotidianamente passano in quell’unico punto di accesso alla valle di Blenio.

Laura Columberg, vittima dell’alluvione 2006 

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Ariano Corti vittima dell’alluvione 1993Ariano Corti

Nel dare notizia ai media del contenuto della risposta Borradori 21.03.2013 ,

l’Associazione Ponterosso si riserva di prendere posizione  nel merito e nel dettaglio di questo testo.

Perché  non solo NON  risponde  a quanto chiesto dal figlio di Laura Columberg,

ma si prefigge per l’ennesima volta di confondere le carte di fronte all’opinione pubblica.

Infatti la lettera di Borradori e Pettinari (???) invoca – per giustificare il rifiuto di Marco Borradori a testimoniare – il principio della separazione dei poteri, come se Andrea Strozzi  avesse chiesto al Consigliere di Stato di intervenire SULLA Procura. Un falso clamoroso e intenzionale, messo in campo per depistare, spostando l’attenzione su un problema che non esiste, rispetto a quanto chiesto dal figlio di Laura Columberg.

Nel preannunciare una presa di posizione che sarà inviata anche alla Magistratura, ricordiamo che  l’Associazione Ponterosso  si batte dal 2007 per rendere noti e documentare i fatti 1993 – 2006 , che erano stati anche riassunti in una lettera sottoposta al PG John Noseda, del 28.06.2011 per segnalare il comportamento anomalo del procuratore Nicola Respini.

Ponte Rosso, la Procura sotto accusa


Dopo la decisione del PP Respini di chiudere l’inchiesta con un secondo nulla di fatto, il legale avvocato Emanuele Verda invia oggi una nuova Istanza per chiedere  nuovamente

a) che sia finalmente affrontato anche il reato di inondazione e franamento finora ignorato dal PP  ,

b) che sia interrogato l’ing. Carlo Mariotta ( quale imputato ) e sentito quale testimone il Consigliere di Stato Marco Borradori per la sua funzione di  responsabile politico dei fatti del 1996, quando firmò la lettera in cui si decideva di non costruire l’opera di premunizione sul riale Vallone.

Inoltre, l’avvocato  Verda ha inoltrato un ricorso alla Corte dei reclami penali in cui chiede che il PP Respini sia censurato per violazione del diritto, accertamento inesattodenegata giustizia, considerate le sue ripetute omissioni di indagare su fatti rilevanti e comprovati.

I documenti solo leggibili integralmente qui

Reclamo alla Corte dei reclami penali   doc20130219101502

Istanza probatoria a PP Respini  doc20130215173618

La più scandalosa decisione del Palazzo


 

GIUSTIZIA CON MENZOGNA

FA RIMA CON VERGOGNA

Un giorno nero per la Giustizia nel Cantone Ticino
 

Il Procuratore capo Nicola Respini aveva deciso  da tempo, contro ogni evidenza,  che al Ponte Rosso solo la fatalità ha provocato la morte di Laura Columberg. Consideriamo questa decisione  del Decreto di abbandono, visti gli artt. 319 e seguenti CPP, una provocazione intollerabile e un oltraggio ai morti ed ai vivi. 

La nostra Associazione si attiverà a documentare perché un Procuratore che, in nome della Giustizia, si ostini a seminare vento , non dovrebbe svolgere una funzione istituzionale di tale importanza.
 
Associazione Ponterosso, cp 1415, 6710 Biasca
 
9 dicembre 2012

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 Qui trovate il testo completo del PP Respini e la risposta dell’avvocato Emanuele Verda.

doc20121205184707 decreto d’abbandono Respini e

risposta Verda