La catastrofe ambientale in Pakistan


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Dal rapporto federale sul clima: i nuovi pericoli derivanti dai cambiamenti climatici ( 1)


Pubblichiamo da oggi degli estratti dal Rapporto sul clima  del Dipartimento federale dell’Ambiente, relativi alle previsioni dei diversi pericoli nuovi prodotti dai cambiamenti del clima. Vogliamo con questo attirare l’attenzione sulla necessità di assumere un diverso atteggiamento verso questi problemi a proposito delle opere di premunizione necessarie.

 

”  2.3.3.2 Eventi legati alle precipitazioni.

 Forti precipitazioni: in autunno si prevede che i valori estremi saliranno anche del 10% a Nord delle Alpi e del 20% a Sud delle Alpi. In inverno e primavera, l’aumento oscillerà tra lo 0 e il 20% su en-trambi i versanti alpini. Nella peggiore delle ipotesi, un evento che attualmente si verifica ogni 100 anni potrà in futuro ripetersi ogni 20 anni. L’effetto combinato di punte d’intensità più elevata e durate prolungate delle precipitazioni si tradurranno in un aumento del volume delle precipitazioni. Ancora molto incerte invece le previsioni per la stagione estiva. Piene, frane e colate detritiche: con l’aumento dell’intensità e dei picchi estremi delle precipitazioni crescerà anche il rischio di piene, frane e colate detritiche. In inverno, l’incremento delle precipitazioni e l’innalzamento del limite delle nevicate comporteranno rischi maggiori di piene nei grandi bacini im-briferi dell’Altopiano. In estate, le piene diminuiranno specialmente a bassa quota (precipitazioni meno abbondanti e maggiore evaporazione), mentre a Sud delle Alpi si prevede un acuirsi del fenomeno delle piene nel periodo invernale e primaverile. Le condizioni idrometeorologiche autunnali continueranno ad essere decisive per i valori annuali delle piene. L’aumento delle precipitazioni fa supporre un incremento dei fenomeni di piena. Il rischio di instabilità dei versanti (franamenti, caduta di massi, crolli in massa di pareti di roccia) e di colate detritiche si aggraverà soprattutto per l’effetto combinato delle temperature in rialzo e della maggiore frequenza di precipitazioni estreme. Le zone più colpite saranno quelle che attualmente sono ancora coperte da ghiacciai o dove il suolo è perennemente gelato. Valanghe: la frequenza delle valanghe di grossa entità causate da nevicate estreme non diminuirà. È ancora presto per elaborare previsioni precise sugli eventuali cambiamenti che si verificheranno in questo settore. Siccità: in seguito all’aumento delle precipitazioni medie e del numero dei giorni con precipitazioni da un lato e al potenziale aumento dell’evaporazione dall’altro, in estate saranno più frequenti i lunghi periodi di siccità. Andremo pertanto incontro a conflitti di interessi più frequenti tra esigenze contrapposte (ad es. quelle legate all’agricoltura, alla produzione di elettricità e alla pesca) e regioni diverse. “

 

 

 
 

 

 

 

 

 
 

 

A proposito dell’inceneritore di Giubiasco


Riprendiamo da La Regione Ticino una lettera di un  lettore attento che ci ricorda come il “termovalorizzatore”  di Giubiasco sia una fonte di elementi inquinanti pericolosi, e come dietro il sovradimensionamento ci possano essere grandi affari occulti. Noi richiamiamo l’attenzione sull’attuale silenzio dei media sul problema, e crediamo che ai cittadini abitanti della regione vadano dette alcune cose che ancora mancano nell’informazione. L’aver inserito in un contesto urbano fortemente abitato una fonte permanente di inquinamento dell’aria e delle acque, in nome della soluzione “razionale” dello smaltimento dei rifiuti, è stata una scelta sciagurata. Tacere sulle conseguenze sull’ambiente di questa scelta potrebbe riverlarsi un atto ancora più gravido di conseguenze nefaste.

Per una valutazione di una parte dei problemi posti dalla scelta fatta con l’inceneritore di Giubiasco, si riveda la trasmissione FALÒ del 23.7.09 Fuoco alle caldaie , che ha  però lasciato in secondo piano la ricaduta ambientale sull’intero territorio, privilegiando , nel dibattito, unicamente  il discorso economico ( Bignasca vs. Savoia ).

Clicca su:

http://la1.rsi.ch/_dossiers/player.cfm?uuid=df70bcfe-c538-49e8-b922-e1e828c870a8

L’invito a discutere è aperto a tutti.

Rifiuti, una miniera d’oro

di FRANCO TOGNOLA, BELLINZONA
 

Un cosiddetto termovalorizzatore di rifiuti in effetti è una centrale termoelettrica (impianto per la produzione di energia elettrica mediante calore) che, al posto dei tradizionali combustibili fossili (carbone, gas e gasolio) o nucleari (uranio), brucia rifiuti, con la sostanziale differenza che i combustibili convenzionali costano, e vanno pagati ai fornitori, mentre il combustibile-rifiuti è il fornitore (in ultima analisi noi consumatori) a pagarlo, un tanto alla tonnellata. L’elettricità prodotta viene poi venduta in rete, a prezzo di mercato (ovviamente liberalizzato, nell’interesse dei consumatori).

Doppi profitti quindi nella gestione di un termovalorizzatore: prima con i rifiuti, poi con l’elettricità. “Rifiuti: una miniera d’oro” titola emblematicamente il numero 03/09 di “Environnement” (www.environnement-suisse.ch/magazine), trimestrale dell’Ufficio federale dell’ambiente. La camorra, che da decenni gestisce lo smaltimento rifiuti del Napoletano, questo l’ha capito assai prima di noi, senza ipocrisie, false promesse e nauseante retorica. L’equazione è semplice: più rifiuti da incenerire=maggiori benefici. Nessuna meraviglia allora se l’ecomostro di Giubiasco è palesemente sovradimensionato, e già si mendicano rifiuti altrove.

Nessuna meraviglia se ci si barcamena nell’introduzione della tassa sul sacco (meno 40% circa di rifiuti da incenerire), lasciando legiferare in materia i singoli comuni invece d’introdurla per decreto governativo, in ossequio alla legge di causalità (chi inquina paga). Nessuna meraviglia se si scoraggia ufficialmente il riciclaggio della plastica (15% dei rifiuti domestici), ottimo combustibile il cui incenerimento però sprigiona un micidiale cocktail di sostanze cancerogene. E così, a prescindere dalle 4 tonn/anno di ceneri altamente inquinanti (diossina) depositate nella Mesolcina dei rinomati grotti e dei 5’000 l/ora di acque inquinate dal lavaggio dei filtri scaricati nel fiume Ticino (tanto si diluiscono), i supercamini del bioinceneritore eruttano giorno e notte, senza tregua, una miscela gassosa, inodore e incolore (impercettibile ai nostri sensi), di sostanze tossiche, velenose e cancerogene: polveri fini (Pm10) e finissime (Pm 2,5 e Pm1), Piombo, Zinco, Mercurio, Cadmio, ossidi di zolfo, ossidi di azoto, acido cloridrico, acido fluoridrico, ammoniaca, diossine, furani e, “dulcis in fundo”, un po’ di arsenico (dati dipartimento Territorio). Sostanze tossiche cortesemente somministrateci in dosi omeopatiche con la benedizione dei tutori del nostro ambiente, gli stessi che, per motivi di salubrità dell’aria ci proibiscono di bruciare le foglie secche dei nostri orti. Alégar.

Come esorcizzare il riscaldamento climatico con la pozione magica Coca&Tola


I miracoli di Coca&Tola ,

la pozione quasi magica di NanAsterix

Dunque il KKKompare Giuliano (NanAsterix) Pignasca le spara sempre più  grosse, ancora  più grosse dei suoi zebedei che tutti sanno notevoli ,  per  l’apporto quotidiano  della sua bevanda preferita, la Coca&Tola , prodotta e distribuita  abusivamente a Luganetia in via Monte Poglia, grazie ad un colpo di fortuna del nostro eroe. Risulta  infatti da indagini in corso che  questa bevanda  sarebbe confezionata grazie alla famosa pozione magica del Druido Panoramix , la cui ricetta è stata scippata agli autori durante una mostra organizzata in occasione del quarantesimo compleanno di  Asterix, insieme a Obelix e tutta l’allegra compagnia dei galli, che si era trasferita ai Musei di Porta Romana di Milano  dal  12 aprile al 28 maggio  2000, dove appunto sarebbe avvenuto lo scippo.

Riassumiamo il nanAsterixpensiero , da lui mirabilmente sintetizzato in un editoriale sul suo diario pubblico settimanale La notte del sabato ( ma che esce il mattino della domenica) del 14.2.2010.

  1. In febbraio da noi “sembra di stare in Alaska” , quindi il riscaldamento del pianeta è una bufala
  2. I “fuchi verdi”  ( grazioso nomignolo affibbiato a tutti quelli che non aderiscono al suo pensiero )  suggeriscono le scelte da fare agli  “strapagati funzionari nullafacenti federali e cantonali” , i quali , a tutti i costi, dal posto in cui si sono insediati ( il Dipartimento del territorio diretto dal  consigliere di Stato leghista MarcObelix dei  Borradori ndr )   vogliono “ imporre a cittadini ed enti pubblici spese folli in nome della bufala dell’ecosostenibilità!! “
  3. Gli standard Minergie sono “ una megacappellata”  perché “costano un occhio della testa”
  4. Se anche da noi abbiamo un inquinamento , tutto dipende dal fatto che ci dobbiamo cuccare  “ tutte le polveri fini in arrivo dalla Lombardia, nonché i TIR UE in transito parassitario, come pure 50mila frontalieri che ogni giorno entrano in Ticino uno per macchina” .
  5. Naturalmente tutto questo è stato causato  dai “Bilaterali che i fuchi ro$$o-verdi hanno votato e fatto votare!! “.
  6. Infine: smettiamola  “con la bufala delle energie rinnovabili” perché, ad esempio, “ i pannelli solari producono energia ad un prezzo che è da 4 a 5 volte quello dell’elettricità prodotta dalle dighe!!” ( Uellaa!!!)

Da noi intervistato il consigliere di Stato leghista MarcObelix  dei Borradori, che dirige il Dipartimento del Territorio ( luogo in cui si elabora la politica ambientale del Cantone Micino in fatto di risparmio energetico ed energie rinnovabili ) si è detto ufficialmente esterrefatto  per  queste dichiarazioni del suo capo. Tuttavia ( a microfoni spenti ) ci ha poi confessato che, appunto grazie alla pozione  Coca&Tola , siamo normalmente confrontati con un caso di  sdoppiamento della personalità , dove due persone diverse convivono felicemente con generale soddisfazione. La prima  personalità ( quella che MarcObelix  è tenuto a rappresentare in governo) conosce  benissimo i problemi ambientali ed apprezza la politica del suo Dipartimento. La seconda personalità , che si manifesta quando la pozione magica entra in funzione, è tenacemente avversa ad ogni discorso rosso/verde e fortemente incline al colore nero ( “le male lingue insinuano sia a causa dei suoi interessi edili a  Luganetia “ ci dice MarcObelix  ) ,  e  questa  personalità  riesce mirabilmente a fingere di  identificarsi con una parte notevole della “ Gens “ che crede a queste cose (  molto numerosa ) , di cui sa  imitare  il linguaggio e le preoccupazioni quotidiane. Questa, ci ha dichiarato candidamente l’onorevole , è la chiave del suo successo straordinario  ed egli ( MarcObelix ) confessa di faticare talvolta a distinguere quale sia NanAsterix e quale il Giuliano Pignasca. Ma questo non gli impedisce  di dare del tu ad entrambi e di avere con loro due  un rapporto di viva simpatia e di stima reciproca.

L’unica perplessità che MarcObelix dei Borradori ci ha manifestato ( pregandoci però di  raccontarlo in giro  solo sorridendo )

è che lui stesso talvolta si sente smarrito, ed ha l’impressione di aver bisogno della pozione magica per riuscire ad andare d’accordo con se stesso e le sue molteplici personalità. Tuttavia, dopo un attimo di sbandamento, e facendo appello alla sua cultura,  si rende conto che in fondo lui riesce benissimo a farne a meno, proprio perché  ricorda che, da piccolo,  è rimasto immerso per un certo tempo  nel paiolo contenente la pozione di Panoramix.

Panoramix ed il paiolo della sua pozione magica

Che dire?  La Repubblica del Cantone Micino  avrà  sicuramente un radioso futuro alle spalle fin quando il segreto della pozione quasi  magica Coca&Tola  resterà tale. I Romani potranno continuare a dormire sonni  tranquilli, Asterix ed i suoi amici resisteranno nel loro villaggio immaginario  fino alla fine, mentre  i Micinesi continueranno allegramente a prenderlo in quel posto. Fin quando ?

La redazione del Blog www.ponterossonews.wordpress.com

Alfredo Quarta, Claudio Rima, Enzo Ritter, Bruno Strozzi