A che serve una perizia quando non si intende ascoltarla ?


Il documento  che segnaliamo oggi fa parte della storia dei fatti relativi alla tragedia del Ponte Rosso .

Si tratta del  testo di una perizia idrogeologica, chiesta nel 1995 dal Dipartimento del Territorio  diretto ( ? ) da Marco Borradori ( 1995 / 2013 )  al prof. Jäggi del Politecnico di Zurigo  ( allora il massimo esperto svizzero in materia ), dopo che il Comune di Biasca aveva presentato un progetto ( dell’ ing . Augusto Filippini ) per costruire una vasca di contenimento ( durante le piene ) per il materiale del riale Vallone, per impedire che questo materiale  potesse invadere la strada cantonale  e/o ostruire il corso del fiume Brenno .

QUESTA PERIZIA NON ERA STATA FATTA CONOSCERE AL PROGETTISTA DEL COMUNE DI BIASCA , e solo dopo aver rifiutato  formalmente di entrare nel merito del progetto di Biasca ( 18 dic. 1996 ) , il DT aveva informalmente trasmesso (  nel 1997 ) al Comune il testo che pubblichiamo oggi ( l’originale è in tedesco, la traduzione in italiano è nostra ). La prova di quanto affermiamo qui è contenuta nella documentazione che era stata presentata dall’avv. Emanuele Verda nel reclamo contro la decisione finale  del Procuratore Nicola Respini . Reclamo ( vedi doc3 reclamo Verda ) rifiutato dalla Corte dei reclami penali perché giudicato irricevibile sia per la forma che per il contenuto, decretando in tal modo la prescrizione per i  possibili reati penali del periodo 1996 / 2006 . Ci teniamo ad evidenziare che,  sia il Procuratore Respini  come  il Tribunale per i reclami,  NON SONO MAI ENTRATI NEL MERITO DEI FATTI DOCUMENTATI . Per questo motivo, noi sosteniamo che la prescrizione dei reati NON può cancellare i fatti. tutti di rilevante interesse pubblico.

La Perizia Jäggi  rilevava formalmente due questioni   fondamentali per la valutazione tecnica, con puntuali osservazioni :

1) l’esistenza di un problema precedente sul fiume Brenno, creato dai lavori eseguiti durante la costruzione della NSL ( nuova strada per il Lucomagno ), dopo il 1978, con l’abolizione di un ramo del fiume, che aveva modificato l’equilibrio precedente.

2) la necessità di prendere sul serio la proposta del Comune di  costruire una vasca di contenimento del materiale sul riale Vallone Biasca  per proteggere la strada cantonale ed i suoi utenti  dalle piene del riale Vallone, e per impedire che il riale ostruisse il corso del Brenno con materiali alluvionali. Un ‘opera che era ritenuta urgente.

La pubblicazione di questa perizia tecnica fa parte di un programma di informazione che l’Associazione Ponterosso intende sviluppare dopo la decretata prescrizione dei reati , che ha di fatto messo fine alla causa penale voluta dai figli della signora Laura Columberg contro lo Stato del Canton Ticino. Lasciando però aperti ed irrisolti tutti i problemi che la causa aveva documentato.

La prossima documentazione che pubblicheremo riguarderà un recente  progetto di intervento sul fiume Brenno , sul territorio di Biasca e di Pollegio , che il Dipartimento del Territorio ha voluto far approvare al Comune di Biasca , e che riporterà l’attenzione sui nodi mai affrontati degli errori  precedenti, cominciando dalla mancata analisi delle cause che nel 1993 avevano prodotto la rottura degli argini del Brenno.

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