Say no!


Imparare a dire no ed a spiegare perché è necessario: tanto semplice quanto difficile se siamo in pochi a farlo, troppo facile quando sai che la maggioranza ti segue, comprese tutte le speci di opportunisti. Segnaliamo questo post de laragazzacoltacco12…rotto per la sua chiarezza e invitiamo a sostenere l’idea.

laragazzacoltacco12...rotto

Cari amici e amiche,

Di solito scrivo in maniera ironica e per far ridere ma oggi ho deciso di scrivere per dire NO!

Alcuni di voi lo sanno, altri no, ma la sottoscritta, oltre ad essere una gran testina di minchia e a criticare vestiti, stile e uomini, sarebbe anche, teoricamente una persona seria!

Ho studiato, sono laureata in Lingue e letterature straniere con il massimo dei voti, poi ho vinto il progetto Leonardo e ho lavorato in Spagna in una casa editrice, non contenta ho fatto un master in Creazione dei mercati d’impresa, continuando a non trovare lavoro ho preso una seconda laurea in Insegnamento dell’italiano agli stranieri.

Perchè vi dico tutto questo? Perchè nonostante il mio curriculum sembri da yeah continuo a non trovare lavoro. Non ce n’è di lavoro! Direte voi…eh no…questo è il mio punto.

Quali sono i lavori che ci offrono?

Il mio grande sogno…

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Io c’ero, ma non è servito a niente… –


Il Vajont ed il nostro presente.

Lavorare sulla memoria , e sui suoi limiti, per capire il presente ed aprire le strade al futuro. Questo è , a mio avviso, l’insegnamento che possiamo trarre da tragedie come quella del Vajont. Non per recriminare sul perché ha potuto realizzarsi, ma per capire le ragioni intrinseche che l’hanno prodotta. In quanto scelta degli uomini e non della natura.
L’articolo che segnaliamo parla del Vajont da un punto di vista esplicito , ma pone anche un interrogativo tanto attuale quanto inquietante: come e chi e che cosa avrebbe potuto impedire quella tragedia ? Interrogativo che assume, a cinquantanni di distanza da quei fatti , un significato chiaro per il presente che stiamo vivendo: esiste un modo per chiamare le persone, oggi, ad assumere la responsabilità di impedire con il proprio comportamento che fatti simili possano accadere ? Esiste la possibilità reale di impedire che dei poteri occulti, mimetizzati dall’ abito dell’interesse pubblico che esibiscono, possano creare le condizioni per il ripetersi di fatti come quelli , minuziosamente costruiti e perseguiti in nome del profitto, come per il genocidio del Vajont ?

a66e1-tina2520merlinPerché la denuncia solitaria di Tina Merlin era rimasta inascoltata prima che la tragedia si compisse ?

L'Altra Metà del Cielo

disarmo

Posso in qualche modo considerarmi fortunata. Ho avuto una vita di “io c’ero” che sono stati tanti, anche, se non altro per il fatto di essere nata la metà del secolo scorso.
La cosa certa è che per ognuno di quei “io c’ero” avrei una miriade di riflessioni da fare. Perché chiaramente ci sono dei momenti in cui, a posteriori si può dire che ad esserci si sono raccolti bei ricordi, indimenticabili, ed altri in cui, anche se incolpevolmente, si sono raccolti sensi di colpa e responsabilità che non si potevano prevedere.
Non tutti i fatti che mi hanno vista testimone sono belli da ricordare. Mi chiedo se ricordo ancora le emozioni che mi avevano preso il 10 ottobre di 50 anni fa…
A quel tempo, poi eravamo in pochi ad avere il telefono e la televisione, ma le notizie volavano lo stesso di bocca in bocca con la velocità…

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Al PONTE ROSSO PRESIDIO PER LA MEMORIA . 3 ottobre 2006 / 3 ottobre 2013


Oggi , giovedì 3 ottobre 2013, la nostra Associazione organizza un Presidio in zona Ponte Rosso a Biasca per ricordare i 7 anni della tragedia che costò la vita a Laura Columberg.

Qui trovate la locandina1che annuncia l’evento, con un testo di Enrico Diener che ricorda la figura di Laura per un omaggio alla sua memoria.

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Il Municipio di Biasca ha perso ieri l’ultima occasione per dar segno di serietà rispetto alla ricorrenza di quella morte. Ha comunicato alla nostra Associazione che NON può autorizzarci a distribuire volantini sull’intero territorio di proprietà comunale con una letteralettera Municipio permessi 3 ottobreche commenteremo in seguito. Ci limitiamo per ora a sottolineare che sarebbe normale dovere del Comune dire qualcosa pubblicamente alla popolazione in questa occasione. E se l’unico , inquietante, messaggio che ci arriva dal Municipio è che deve ubbidire alla “Divisione delle costruzioni” del DT, per negarci il permesso di informare con dei volantini, significa che bisognerà aprire il problema del rapporto Comune / Cantone e del comportamento di un Municipio incapace o impossibilitato ad opporsi al volere ed ai desiderata di determinati funzionari cantonali.

Il  testo che distribuiamo oggi lo trovate qui Prescrivere i reati non cancella i fatti

Associazione Ponterosso

cp 1415

6710 Biasca

3 ottobre 2013