Io c’ero, ma non è servito a niente… –


Il Vajont ed il nostro presente.

Lavorare sulla memoria , e sui suoi limiti, per capire il presente ed aprire le strade al futuro. Questo è , a mio avviso, l’insegnamento che possiamo trarre da tragedie come quella del Vajont. Non per recriminare sul perché ha potuto realizzarsi, ma per capire le ragioni intrinseche che l’hanno prodotta. In quanto scelta degli uomini e non della natura.
L’articolo che segnaliamo parla del Vajont da un punto di vista esplicito , ma pone anche un interrogativo tanto attuale quanto inquietante: come e chi e che cosa avrebbe potuto impedire quella tragedia ? Interrogativo che assume, a cinquantanni di distanza da quei fatti , un significato chiaro per il presente che stiamo vivendo: esiste un modo per chiamare le persone, oggi, ad assumere la responsabilità di impedire con il proprio comportamento che fatti simili possano accadere ? Esiste la possibilità reale di impedire che dei poteri occulti, mimetizzati dall’ abito dell’interesse pubblico che esibiscono, possano creare le condizioni per il ripetersi di fatti come quelli , minuziosamente costruiti e perseguiti in nome del profitto, come per il genocidio del Vajont ?

a66e1-tina2520merlinPerché la denuncia solitaria di Tina Merlin era rimasta inascoltata prima che la tragedia si compisse ?

L'Altra Metà del Cielo

disarmo

Posso in qualche modo considerarmi fortunata. Ho avuto una vita di “io c’ero” che sono stati tanti, anche, se non altro per il fatto di essere nata la metà del secolo scorso.
La cosa certa è che per ognuno di quei “io c’ero” avrei una miriade di riflessioni da fare. Perché chiaramente ci sono dei momenti in cui, a posteriori si può dire che ad esserci si sono raccolti bei ricordi, indimenticabili, ed altri in cui, anche se incolpevolmente, si sono raccolti sensi di colpa e responsabilità che non si potevano prevedere.
Non tutti i fatti che mi hanno vista testimone sono belli da ricordare. Mi chiedo se ricordo ancora le emozioni che mi avevano preso il 10 ottobre di 50 anni fa…
A quel tempo, poi eravamo in pochi ad avere il telefono e la televisione, ma le notizie volavano lo stesso di bocca in bocca con la velocità…

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