Ricordando Tina Merlin


Il simplicissimus

 Anna Lombroso per il Simplicissimus

Dicono che quelli che non erano già a letto, fossero tutti davanti alla televisione alle ore 22,39: quando crolla la montagna e arriva quell’onda che stravolge il paesaggio, lo rende irriconoscibile se non per la memoria di quelli che restano, nelle case lambite dal mostruoso fiume d’acqua e pietre, o lontani perché era facile che si fosse lontani a lavorare in quel 1963 di miracolo economico disuguale, chè pare che a essere equa sia stata solo la livella. E nemmeno quella, perché a Longarone, nelle frazioni di Erto, solo sfiorato e graziato, a Casso, in quelle  valli del Vajont e del Piave, a crepare sotto l’acqua sono stati solo poveracci, quelli che avevano guardato venir su quella diga come una minaccia prepotente, un affronto alla loro terra, ricavata dai pendii e bonificata con il lavoro di generazioni, il sigillo su un ricatto di quelli che  sei predestinato a…

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