Il nuovo Papa, un connubio inquietante tra passato e negazione del futuro.


 Francesco Ratzinger

  La retorica è già al lavoro …

“Verrà anche da lontano, da molto lontano, ma Roma l’ha già conquistata. Sono bastate poche parole, gli argentini in Italia si sentono un po’ a casa. Questione di radici – quelle del nuovo Papa sono piantate in Piemonte – questione di gusti: Jorge Mario Bergoglio è uno di noi. Viaggia in metrò, arriva a dir messa in bicicletta, s’appassiona per il calcio e s’appassiona alle sorti della propria squadra come un tifoso qualsiasi.  ”   Da sky.it

  • Uno di noi : modestia, povertà, umiltà, silenzio sui  desaparecidos argentini, tradizionalismo estremo, rinnovamento nella continuità  : le qualità di un Papa che, richiamandosi ( formalmente )  a Francesco d’Assisi ed alla prassi sudamericana dei Gesuiti ( concretamente ) nella gestione del potere,  costituisce una sintesi di tutte le contraddizioni della post-modernità  sospesa  sull’impossibile alternativa tra la tenace difesa della tradizione e il bisogno di cambiare senza dover rinunciare ai privilegi acquisiti. Immagine icastica della “fine della storia” compiuta e realizzata.

La storia moderna dell’istituzione della Chiesa cattolica romana  arriva oggi  ad un bivio, dove solo una improbabile “rivoluzione conservatrice”  sembra  poter scegliere tra due alternative  : riprodurre un simulacro  del cambiamento come quello che il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa aveva anticipato in modo chiarissimo illustrando la mentalità che era all’origine dello Stato unitario d’Italia dei Savoia : bisogna che tutto cambi, affinchè tutto resti come prima. Oppure: scegliere di muoversi in direzione opposta per  dare voce ai diseredati della terra in nome di un altro modo di concepire il divino, che abolisca innanzitutto i privilegi della Chiesa cattolica ed i suoi rapporti di potere con l’economia globale nel pianeta.

 Alternativa inesistente all’interno di una struttura rigidamente gerarchica come la Chiesa cattolica.

Le comunità dei “fedeli” che nel terzo Millennio intendono continuare a richiamarsi al pensiero monoteista ebraico, nella versione cristiana del Dio fattosi uomo per la salvezza del mondo, sapranno e vorranno  uscire dal tradizionalismo,  conservatore e custode di una immagine statica e “maschile”  del Dio onnipotente, per dare vita ad una immagine di divinità più vicina alle sensibilità di uomini e donne  del mondo di oggi ?  Oppure la storia del terzo Millennio,  imbalsamata  ancora  dentro le  antiche forme di gestione del potere,tramandate proprio dalla più antica istituzione occidentale in fatto di cultura religiosa, il Vaticano, ci dimostrerà ancora che il  cambiamento, se ci sarà, continuerà ad essere gestito da una piccola  elite, incapace,  per tradizione e per necessità,  di far coincidere i propri interessi con quelli delle masse sfruttate del  pianeta terra ?

Francesco Ratzinger

la transizione  dal vecchio nuovo… al nuovo vecchio

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