Come esorcizzare il riscaldamento climatico con la pozione magica Coca&Tola


I miracoli di Coca&Tola ,

la pozione quasi magica di NanAsterix

Dunque il KKKompare Giuliano (NanAsterix) Pignasca le spara sempre più  grosse, ancora  più grosse dei suoi zebedei che tutti sanno notevoli ,  per  l’apporto quotidiano  della sua bevanda preferita, la Coca&Tola , prodotta e distribuita  abusivamente a Luganetia in via Monte Poglia, grazie ad un colpo di fortuna del nostro eroe. Risulta  infatti da indagini in corso che  questa bevanda  sarebbe confezionata grazie alla famosa pozione magica del Druido Panoramix , la cui ricetta è stata scippata agli autori durante una mostra organizzata in occasione del quarantesimo compleanno di  Asterix, insieme a Obelix e tutta l’allegra compagnia dei galli, che si era trasferita ai Musei di Porta Romana di Milano  dal  12 aprile al 28 maggio  2000, dove appunto sarebbe avvenuto lo scippo.

Riassumiamo il nanAsterixpensiero , da lui mirabilmente sintetizzato in un editoriale sul suo diario pubblico settimanale La notte del sabato ( ma che esce il mattino della domenica) del 14.2.2010.

  1. In febbraio da noi “sembra di stare in Alaska” , quindi il riscaldamento del pianeta è una bufala
  2. I “fuchi verdi”  ( grazioso nomignolo affibbiato a tutti quelli che non aderiscono al suo pensiero )  suggeriscono le scelte da fare agli  “strapagati funzionari nullafacenti federali e cantonali” , i quali , a tutti i costi, dal posto in cui si sono insediati ( il Dipartimento del territorio diretto dal  consigliere di Stato leghista MarcObelix dei  Borradori ndr )   vogliono “ imporre a cittadini ed enti pubblici spese folli in nome della bufala dell’ecosostenibilità!! “
  3. Gli standard Minergie sono “ una megacappellata”  perché “costano un occhio della testa”
  4. Se anche da noi abbiamo un inquinamento , tutto dipende dal fatto che ci dobbiamo cuccare  “ tutte le polveri fini in arrivo dalla Lombardia, nonché i TIR UE in transito parassitario, come pure 50mila frontalieri che ogni giorno entrano in Ticino uno per macchina” .
  5. Naturalmente tutto questo è stato causato  dai “Bilaterali che i fuchi ro$$o-verdi hanno votato e fatto votare!! “.
  6. Infine: smettiamola  “con la bufala delle energie rinnovabili” perché, ad esempio, “ i pannelli solari producono energia ad un prezzo che è da 4 a 5 volte quello dell’elettricità prodotta dalle dighe!!” ( Uellaa!!!)

Da noi intervistato il consigliere di Stato leghista MarcObelix  dei Borradori, che dirige il Dipartimento del Territorio ( luogo in cui si elabora la politica ambientale del Cantone Micino in fatto di risparmio energetico ed energie rinnovabili ) si è detto ufficialmente esterrefatto  per  queste dichiarazioni del suo capo. Tuttavia ( a microfoni spenti ) ci ha poi confessato che, appunto grazie alla pozione  Coca&Tola , siamo normalmente confrontati con un caso di  sdoppiamento della personalità , dove due persone diverse convivono felicemente con generale soddisfazione. La prima  personalità ( quella che MarcObelix  è tenuto a rappresentare in governo) conosce  benissimo i problemi ambientali ed apprezza la politica del suo Dipartimento. La seconda personalità , che si manifesta quando la pozione magica entra in funzione, è tenacemente avversa ad ogni discorso rosso/verde e fortemente incline al colore nero ( “le male lingue insinuano sia a causa dei suoi interessi edili a  Luganetia “ ci dice MarcObelix  ) ,  e  questa  personalità  riesce mirabilmente a fingere di  identificarsi con una parte notevole della “ Gens “ che crede a queste cose (  molto numerosa ) , di cui sa  imitare  il linguaggio e le preoccupazioni quotidiane. Questa, ci ha dichiarato candidamente l’onorevole , è la chiave del suo successo straordinario  ed egli ( MarcObelix ) confessa di faticare talvolta a distinguere quale sia NanAsterix e quale il Giuliano Pignasca. Ma questo non gli impedisce  di dare del tu ad entrambi e di avere con loro due  un rapporto di viva simpatia e di stima reciproca.

L’unica perplessità che MarcObelix dei Borradori ci ha manifestato ( pregandoci però di  raccontarlo in giro  solo sorridendo )

è che lui stesso talvolta si sente smarrito, ed ha l’impressione di aver bisogno della pozione magica per riuscire ad andare d’accordo con se stesso e le sue molteplici personalità. Tuttavia, dopo un attimo di sbandamento, e facendo appello alla sua cultura,  si rende conto che in fondo lui riesce benissimo a farne a meno, proprio perché  ricorda che, da piccolo,  è rimasto immerso per un certo tempo  nel paiolo contenente la pozione di Panoramix.

Panoramix ed il paiolo della sua pozione magica

Che dire?  La Repubblica del Cantone Micino  avrà  sicuramente un radioso futuro alle spalle fin quando il segreto della pozione quasi  magica Coca&Tola  resterà tale. I Romani potranno continuare a dormire sonni  tranquilli, Asterix ed i suoi amici resisteranno nel loro villaggio immaginario  fino alla fine, mentre  i Micinesi continueranno allegramente a prenderlo in quel posto. Fin quando ?

La redazione del Blog www.ponterossonews.wordpress.com

Alfredo Quarta, Claudio Rima, Enzo Ritter, Bruno Strozzi

Haiti : il petrolio nuova posta in gioco ?


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riportato da Il Manifesto

03.02.2010
  • TAGLIO MEDIO   |   di Maurizio Matteuzzi
    SCENARI – Il futuro del ricco paese più povero

    La posta in gioco dello scontro umanitario

    La prima ad alimentare i sospetti che gli «aiuti umanitari» dispiegati dagli Usa a Haiti dopo il terremoto non fossero altro che un nuovo capitolo nella storia della «shock economy», del «capitalismo dei disastri» (tipo uragano Katrina) è stata Naomi Klein. Ma c’è anche chi si spinge oltre e dischiude uno scenario sconosciuto su Haiti, «il paese più povero dell’emisfero occidentale».
    Uno scenario che racconta di una Haiti ricchissima, strabordante di risorse naturali. Una realtà finora sconosciuta ai più (ma non a tutti…) che risulta da un lungo articolo scritto per Global Research, organismo non-profit di ricerca sulla globalizzazione basato a Montreal, in Canada (www.globalresearch.ca), da F. William Engdhal. Per lui, dietro le bubbole umanitari, la Haiti post-terremoto è in realtà il teatro «di un dramma per il controllo di quella che i geo-fisici ritengono possa essere una delle zone più ricche del mondo in idrocarburi al di fuori del Medio Oriente, forse anche maggiori di quelli del vicino Venezuela», nonché dell’Arabia saudita.
    Engdhal cita il «fato geologico» che ha piazzato Haiti su una delle «più attive zone geologiche del mondo», all’intersezione di tre placche tettoniche – quelle di Nord-America, Sud-America e Caraibi – il cui perenne movimento-scontro di 50-100 mm l’anno provoca i terremoti ma può «spingere verso l’alto grandi volumi di petrolio e gas». Un «fato geologico» dimostrato, nel 2008, dalla scoperta da parte di un consorzio di compagnie guidato dalla spagnola Repsol, di un giacimento «super-gigante» da 20 miliardi di barili nelle acque di Cuba, che ha catapultato i presidenti russo e cinese, Medvedev e Hu Jintao, a stringere «rapporti strategici» con l’Avana.
    A riprova delle sue affermazioni Engdhal scrive che «nel 2005, un anno dopo che l’amministrazione Bush-Cheney rovesciò nei fatti il presidente eletto democraticamente di Haiti, Jean-Bertrand Aristide, un team di geologi dell’Institute for Geophysics dell’università del Texas avviò un ambizioso programma e la mappatura in due fasi di tutti i dati geologici del Bacino dei Caraibi». Un programma «miliardario» da completare nel 2011 e sponsorizzato «dalle maggiori compagnie petrolifere del mondo», Chevron, ExxonMobil, Shell e BHP Billitop…
    Guarda caso, proprio ora «emerge che le maggiori compagnie petrolifere erano come minimo consapevoli da lungo tempo» (almeno dal ’79, anno delle prime perforazioni sul Plateau Central e nell’isola di Gonaïve), «dell’enorme potenziale petrolifero della regione. Ma decisero di starsene zitte».
    Engdhal ricorda poi come Aristide, rovesciato due volte da golpe entrambi, per quanto con modalità diverse, «U.S. backed» (nel ’91 con Clinton, nel 2004 con Bush jr), aveva annunciato un piano dettagliato, in partnership pubblico-privato, per sviluppare le risorse mimrarie haitiane in favore della popolazione e non solo delle 5-10 famiglie dell’oligarchia e dei loro supportes haitiani, le «Chimères», spacciati come «società civile» e in realtà bande di gangsters.
    «Dalla cacciata di Aristide nel 2004, Haiti è stata un paese occupato» da una missione Onu che in molti più che una forza di stabilizzazione vedono come una forza di occupazione, «con un presidente eletto fra molti sospetti quale René Préval, un controverso seguace delle imposizioni privatizzatrici dell’Fmi e stando alle voci correnti legato alle “Chimere” e all’oligarchia haitiana, che appoggiò la rimozione di Aristide». Lo stesso Aristide, che nonostante la deriva politica e le mattane personali, resta popolarissimo fra le masse haitiane e di cui sia il dipartimento di stato Usa sia Préval «impediscono il ritorno dall’esilio in Sudafrica».
    Secondo l’articolo, gli Usa, la Francia e il Canada «puntano alla balcanizzazione di Haiti per il controllo delle sue risorse minerarie». Gli Usa vogliono Port-au-Prince e l’isola di Gonaïve col suo off-shore che anche la Francia pretende, il Canada aspira al nord del paese.
    Per concludere. «Un’occupazione militare Usa di Haiti, sotto il pretesto degli “aiuti” post-terremoto, darebbe a Washington e al business privato ad esso legato un premio geo-politico di prim’ordine. Prima del sisma del 12 gennaio l’ambasciata Usa a Port-au-Prince era la quinta più grande del mondo, paragonabile a quelle di posti strategici quali Berlino e Pechino. Con le nuove enormi scoperte petrolifere al largo di Cuba sfruttate dalle compagnie russe; con i chiari indizi che Haiti racchiude altrettanto grandi riserve di petrolio non ancora sfruttate così come di oro, rame, uranio e iridio; con il Venezuela di Hugo Chávez come vicino meridionale di Haiti, un ritorno di Aristide o un qualsiasi leader popolare deciso a usare quelle risorse a beneficio del popolo di Haiti, costituirebbe un colpo devastante per l’unica super-potenza mondiale. Il fatto che subito dopo il sisma, l’inviato dell’Onu per Haiti Bill Clinton si sia messo insieme con il nemico di Aristide George W. Bush per creare una cosa chiamata the Clinton-Bush Haiti Fund dovrebbe far riflettere chiunque».
    Solo fanta-politica ?

  • riportato da Il Manifesto

Un documentario sul Vajont 45 anni dopo.


Vajont: strage di mafia 1963.

Il racconto del dopo Vajont attraverso una testimonianza di una trentina di persone che, in bicicletta, nell’estate del 2008  partono da Brescia per andare sui luoghi del Vajont a testimo9niare la loro volontà di non dimenticare quanto è successo nei 45 anni che sono seguiti alla tragedia. Un documento semplice ed eccezionale ad un tempo, in cui è testimoniata la volontà di fare della memoria della strage un simbolo di un rinnovato impegno civile.

Collegatevi a questi links:

http://www.youtube.com/user/vajont2003#p/a/u/0/wjXZjekQWAs

http://www.youtube.com/user/vajont2003#p/a/u/1/XTdCfT_ydJo

http://www.youtube.com/user/vajont2003#p/u/3/Hsi0zCoRNMw