Un intervento di Naomi Klein sulla nuova possibilità di sfruttare una catastrofe naturale come il terremoto ad Haiti


 Un intervento      di      Naomi Klein 

Shock economy: fermarli prima che colpiscano di nuovo
Come ho scritto nel mio libro Shock Economy le crisi vengono usate come pretesto per imporre politiche che non si potrebbero adottare in condizioni di stabilità. Nei periodi di crisi estrema, le popolazioni aspettano disperatamente aiuti umanitari di qualsiasi tipo, qualsiasi forma di finanziamenti, e non si trovano nella condizione di negoziare i termini di quegli aiuti.
Voglio fare una piccola digressione per citare un documento straordinario, che ho appena pubblicato nel mio website. Il titolo dice: «Haiti: fermarli prima che impongano un’altra volta lo shock». L’informazione è stata presentata poco tempo fa nel web della Heritage Foundation (una fondazione o think-tank dell’élite della classe dominante statunitense che formula le politiche e le ideologie che poi attuano i governi di turno).
«In mezzo alle sofferenze, la crisi di Haiti offre delle opportunità agli Stati uniti. Oltre a fornire aiuti umanitari immediati, la risposta degli Stati uniti al tragico terremoto offre l’opportunità di ristrutturare il governo e l’economia di Haiti, che funzionano male ormai da tempo, oltre che di migliorare l’immagine degli Stati uniti nella regione».
Non so se le cose stanno migliorando, dal momento che la risposta della Heritage Foundation, 13 giorni dopo l’uragano Katrina, fu la presentazione di 32 proposte neo-liberiste per aiutare coloro che erano stati colpiti da quel disastro. Nel nostro web abbiamo pubblicato anche quel documento. Le loro proposte per le vittime di New Orleans consistevano nella chiusura delle case di edilizia pubblica, nella conversione la costa del golfo del Messico in una zona franca e nella eliminazione delle leggi che obbligavano gli imprenditori a pagare un salario minimo ai loro impiegati. Allora, nel caso di Katrina, ci misero 13 giorni per formulare quelle raccomandazioni, ora, nel caso di Haiti, sono bastate 24 ore.
Dico che non so se le cose stanno migliorando perché hanno tolto quel documento dal loro sito dopo poche ore. Quindi, forse, qualcuno li ha infomati che non era il massimo. E al suo posto ne hanno messo un’altro molto più «sensibile». Per fortuna, i corrispondenti di Democracy Now, sono riusciti a scovare il primo documento su Google. Ma quello che hanno visto nel sito è la parte più morbida di «quello che si deve tenere a conto mentre aiutiamo Haiti». Mezzo nascosta si trova l’affermazione che «le riforme necessarie per la democrazia e l’economia haitiane sono già in grave ritardo».
Per noi è necessaria la garanzia che gli aiuti a Haiti assumano la forma di sovvenzioni e non di prestiti. Questo è un punto critico. Si tratta di una popolazione già soffocato dal debito estero. Questo disastro da un lato è naturale – un terremoto – ma da un altro lato è provocato ed è stato peggiorato dall’impoverimento degli haitiani, a cui ha contribuito la complicità dei nostri governi. I disastri naturali sono peggiori in paesi come Haiti per esempio per l’erosione dei suoli che si verifica quando la povertà obbliga i settori marginali a costruire le loro case in condizioni precarie. Tutti questi fenomeni sono intrecciati. Ma non possiamo permettere in nessun caso che questa tragedia – in parte naturale e in parte artificiale – sia usata per provocare un ulteriore indebitamento di Haiti né per imporre politiche che favoriscano le nostre corporations. E questa non è una teoria sulle cospirazioni. L’hanno già messa in atto un’infinità di volte.
Intervento pronunciato giovedì
15 gennaio nel programma di Amy
Goodman «Democracy Now», in onda
quotidianamente su 800 tv degli Usa
citato da Il Manifesto 

 

 

2 Replies to “Un intervento di Naomi Klein sulla nuova possibilità di sfruttare una catastrofe naturale come il terremoto ad Haiti”

  1. ciao ferni,
    siamo in una situazione in cui dobbiamo costantemente esercitare i nostri dubbi, e tanto più su temi come questo. Per combattere le manipolazioni delle notizie dobbiamo tentare di entrarci dentro da più parti. L’intervento della Klein segnala un fatto innegabile, e cioè che strumentalizzare le catastrofi naturali fa parte della prassi di chi detiene i mezzi per farlo ( e non solo negli USA ). Quanto alla possibilità cui tu accenni, di provocare le catastrofi naturali, sappiamo che è possibile. Nel caso del terremoto ad Haiti però il “pericolo” di strumentalizzazione non nasce solo dal fatto che l’occupazione dell’isola per “aiutare” gli haitiani la possono attuare soltanto i soliti noti, ma anche dal fatto che è stato scoperto nell’area un enorme giacimento di petrolio ( e di questo si parla poco ) che sarà l’obiettivo primo di qualsiasi politica futura delle multinazionali dell’energia nel centro America. Grazie per le tue osservazioni.
    Saluti da Ponterosso

  2. all’attuale non so più cosa sia “naturale” e cosa non lo sia. Le piogge e le nevicate sembrano comandate a bacchetta, anche se poi le quantità non sono quelle che si sarebbero volute, oppure è anche questo genere di dicharazioni una manovra di copertura e stornamento. Penso che ci siano modi per provocare terremoti di grande entità. da molto tempo non si sente parlare di esperimenti di bombe relative all’armamento nucleare, ma questo non significa né che abbiano rinunciato ad armarsi né che gli esperimenti non li facciano. Il pubblico non sa nulla, visto che la manipolazione delle notizie tiene tutti sotto una coltre di parole che fanno da tampone att-utente. Grazie,ferni

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